Andrea Roggia

da diversi anni ha scoperto il piacere di mettere i suoi pensieri in versi.

Andrea é un signore che riesce sempre ad avere un sorriso da dedicare a qualcuno e sa combattere con gioia di vivere e forza di volontà, una malattia che vorrebbe invalidarlo.

Parafrasando le sue poesie … ogni giorno per Andrea è “un nuovo giorno” che vive nel presente; della “speranza” sa farne coraggioso tesoro e “dopo il tramonto” sarà anche stanco, ma mai arreso.

E … “consulente” di se stesso, sa vivere il suo male in complice …. connivenza.

 

UN NUOVO GIORNO

Sull’orizzonte rossi bagliori.

Sorge dalle onde l’astro infuocato

sembra stanco, un poco assonnato.

Presto riacquista il suo vigore

estende i suoi raggi ed emana calore.

La nostra esistenza dipende dal  sole.

Nell’uomo risiede l’innata speranza

che il nuovo giorno sia quello

di grande importanza .

In ogni aurora che s’illumina a giorno

sta il prodigio più bello,

che l’uomo forse è incapace di vederlo.

Dedicandosi al futuro ed al passato

dimentica che la vita é vissuta al presente:

dal giorno in cui si nasce

fino al termine del suo tempo.

LA SPERANZA

In te è la speranza

che stimola l’intelletto e la sapienza.

Preziosa come l’oro,

solo pochi ne fanno tesoro.

Per chi non l’ha capito,

non speri all’infinito.

La speranza è virtuosa,

con il talento lei si sposa.

E’ senz’altro un’occasione.

Se meriti, quindi, osa!

Non essere pavido, ma coraggioso.

Solo chi non ha osato

per timore sbagliato

resta fuori disperato

pur essendo preparato. 

DOPO  IL TRAMONTO

Nuvole cupe e minacciose.

Crepuscolo di una giovane sera.

Il sole s’eclissa tra i monti

stanco e sconfitto

ma non arreso,

un ultimo fascio di luce

a violar le nubi

in insolito effetto giorno.

Deliziati a tal vista

più nessun si cura

d’un giorno finito prematuro.

Termina lo spettacolo.

Si spengono le luci

il sole sornione sonnecchia tra i monti

vien giù la tela

é giunta l’ora della sera

quella vera.

IL CONSULENTE

Un male  invalidante alquanto preoccupante,

ha compromesso nel cervello, una parte preponderante:

quella che ci dava moto ed energia

e ci ha tolto gran parte della vigoria.

Adesso con impegno, per quel che vale,

si cerca di ottenere tutto passando al manuale.

Così, certo, si ottiene alquanto

ed è tutto a nostro vanto.

Un tempo dopo ore di lavoro si era affaticati,

ora si è stanchi per essersi troppo riposati.

Con decisa reazione e forza di volontà
pensare positivo può vincere la realtà.

Il “male” non è per tutti uguale,

è come il carattere: per ciascuno è personale.

Non si vince, ma è possibile conviverci alla pari.

Ognuno dal proprio caso tragga insegnamento,

dopo il medico, sarà di se stesso consulente.

Se patologico è sentirsi stanchi e senza volontà,

a causa del male che costringe a convivenza,

meta ambita sia per sempre l’autosufficienza.

Per il resto della nostra vita     

questo sia l’augurio e la sfida in complice … connivenza.

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