NATALE A COPENAGHEN

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            In quest'ultimo Natale Silvana e Luciano, mia cognata e mio fratello, hanno infranto l'usanza che ha sempre visto le nostre famiglie trascorrerlo insieme. Sono infatti "volati" per qualche giorno a Copenaghen dal figlio minore Claudio che colà lavora, e vive con la fidanzata Tine nativa di Copenaghen.

        Occorre dire che "i due" non hanno lasciato solo noi, hanno anche "abbandonato" Andrea, il loro primogenito!! Silvana e Luciano però hanno vissuto una piacevole esperienza, ed é stato bello per loro vedere Copenaghen, che per altro conoscono bene, vestita dell'abito natalizio e viverne i riti e le tradizioni offerti da Tine e la sua famiglia.

        Ho quindi pregato Silvana di "raccontarmi" anche per iscritto il loro Natale danese cosicché potessi pubblicarlo.

E Silvana ha esaudito la mia richiesta con la seguente narrazione.

 

        Quest’anno, il nostro Natale è stato molto “strano”: il primo senza voi ed il nostro Andrea ....

        Comunque ... eccoci a Copenaghen.

        A Natale le strade della città non sono addobbate come le nostre: solo lo Stroget e le vie adiacenti hanno un’illuminazione natalizia, ma a rendere magica la città sono le molte candele che illuminano tutte le finestre.

        Il Natale a Copenaghen è vissuto molto intensamente, come accade da noi, ma con tempi e modi diversi.

        In Danimarca ad esempio il calendario indica il 24 dicembre come giorno festivo e per i danesi é il più importante per "festeggiare" il Natale. Il 25  é quasi considerato un secondo giorno di Natale. Il pranzo tradizionale con i parenti e l’apertura dei doni avviene, pertanto, il 24 dicembre.

24 dicembre

         Tine e Claudio hanno invitato per questo Natale italo/danese  anche la sorella di Tine con suo marito Thomas, i loro tre figli, la mamma di Thomas e il papà di Tine con la sua compagna Lisa.

        Verso le 16 sono arrivati gli ospiti e lì, come da noi, è iniziata la confusione allegra del Natale in famiglia. I bambini poi erano eccitati per i regali che avrebbero ricevuto e per la nostra presenza, che li incuriosiva: parliamo due lingue così diverse!!

        Il problema della lingua lo abbiamo sorpassato ... parlandone una terza: l'inglese. Il nostro non era fluido come il loro ma, in qualche modo, ce la siamo cavata.

        Dopo i saluti di rito e superato il primo imbarazzo, ci siamo accomodati in salotto, e lì ... addio dieta!

        Tine aveva fatto vari tipi di cioccolatini: al liquore, al cocco, alla cannella, allo zenzero, alla vaniglia (le spezie in Danimarca sono usate in abbondanza). I cioccolatini erano accompagnati da biscotti di vari sapori, altrettanto invitanti e sempre fatti da Tine. Caffè danese, italiano e the agli aromi, hanno accompagnato tutte queste delizie per una ricca merenda natalizia.

        Intanto l’albero di Natale, che in Danimarca è quasi sempre addobbato solo con piccoli oggetti, tutti  dello stesso colore e fili di lucine, era stato messo sopra ad un tappeto, sul quale erano stati collocati i doni per tutti i presenti.

        Un particolare che mi ha molto colpita è stato che, anche chi era assente, aveva anticipatamente posto sotto all’albero  i regali che voleva venissero destinati ad alcune delle persone presenti.  Ad esempio, tra i vari pacchetti, vi erano pure quelli che il figlio di Lisa aveva mandato per lei e per alcuni degli altri ospiti.

        I doni comunque non vengono aperti se non nel dopo cena, rendendo così l’attesa dei bambini sempre più festosa.

        Verso le 20 ci siamo seduti a tavola. Claudio ci ha spiegato che  stavamo per consumare il vero cenone natalizio danese, e che alcuni dei piatti non sarebbero neppure mancati su tutte le tavole che, come noi, stavano festeggiando  il Natale.

        In Danimarca hanno un’abitudine molto carina: mettono in tavola tutte le portate di modo che ognuno mangi quello che più gradisce. E sulla nostra facevano bella mostra: una teglia con anatra al forno, ripiena di mele e prugne, dove il condimento prodotto dall’anatra, debitamente sgrassato e addensato con farina e latte, viene servito caldo a parte; un collo di maiale al forno aromatizzato all’alloro, che prevede un procedimento molto lungo e laborioso; del cavolo rosso, stufato e aromatizzato alla  cannella, delle lenticchie e una gran quantità di patatine novelle caramellate.

        Anch'io avevo preparato un piatto tipico italiano: il vitello tonnato, che è stato molto gradito.

        Dopo aver gustato con tutta calma questi, per noi particolari ma, ottimi cibi, verso le 22 è iniziato il “rito“ dell'apertura dei doni natalizi.

        L’albero di Natale è stato trascinato al centro della stanza (ecco spiegato il motivo di collocarlo su di un tappeto!) e, tenendoci per mano, abbiamo fatto un simpatico girotondo, mentre tutti loro intonavano una canzone natalizia che potrebbe forse equivalere al nostro “Tu scendi dalle stelle”. L'emozione era palese e debbo ammettere che ha contagiato anche noi.

        Successivamente si sono aperti i doni.

        Joanna, la più piccola della compagnia, ha dato inizio alla distribuzione di tutti i regali posti sotto l'albero, ed anche in questo caso si é visto come le nostre reciproche tradizioni siano diverse.

        La bimba ha preso un pacchetto e lo ha dato alla persona a cui era destinato, la quale, dopo averlo aperto, ha preso a sua volta un altro pacchetto consegnandolo al “destinatario” e così via sino all'ultimo pacchetto.

        I bambini però sono bambini ovunque ... e la piccola Joanna ci ha fatto ridere parecchio, perché quando doveva scegliere un pacchetto, cercava sempre quelli che pensava fossero destinati a lei.

        Terminata la distribuzione dei regali, con le macchine fotografiche che scattavano le foto di rito, siamo ritornati a tavola. Spariti i piatti della cena, sono ricomparsi i dolci già gustati nel pomeriggio. Agli stessi si é aggiunto: una specie di salame di cioccolato fatto con il pan di spagna,  un piatto di riso cotto nel latte, zuccherato e aromatizzato alla cannella, ed una grande ciotola di macedonia di frutta. Macedonia tutt’altro che dietetica! Era stata “condita” con una salsa di panna montata, tuorlo d’uovo, cannella, zucchero e pezzetti di cioccolato fondente.

          Durante la coinvolgente cena ci siamo, ovviamente, raccontati le nostre rispettive usanze natalizie.

25 dicembre

         Per il pranzo del 25 dicembre Tine e Claudio hanno invitato la mamma di Tine con il suo compagno e la nonna.

        Il pranzo del giorno di Natale è usanza sia anche a base di pesce. Abbiamo quindi gustato: aringa marinata, gamberetti e salmone fresco, il tutto accompagnato da salse tipiche danesi. La mamma di Tine aveva preparato un’insalata di gallina, sempre con salsa tipica e pomodori.

        Non poteva mancare il piatto tradizionale danese composto da un patè di carne (di cui non ricordo il nome), che Claudio ci ha insegnato a mangiare spalmato su una fetta di pane nero con salsa e pomodorini. Consumato golosamente é stato pure il nostro cotechino portato dall'Italia!!

        Fatto curioso del pranzo é che ogni piatto é stato accompagnato da piccoli bicchierini di liquore, simile alla nostra grappa, bevuto  ripetutamente al grido di “skal”, l'equivalente del nostro cin cin. Luciano ed io li guardavamo aspettando qualcuno si ubriacasse ... ma non é accaduto!!

        Debbo dire che il nostro Natale danese é stato veramente piacevole, curioso ed interessante .... il che ha un po' compensato la mancanza degli affetti lasciati in Italia.

 

Torino, 28 gennaio 2012

 

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