TRA LANGHE E MONFERRRATO

con sosta all’agriturismo “AI CIUVIN” di Castiglione Tinella

 

 

Dal 17 al 20 marzo 2011

 

Che bello passeggiare nel sole dopo le grandi piogge dei giorni scorsi facendo spaziare l’occhio sul panorama delle ordinate colline, la distesa delle valli e tutta la catena delle Alpi innevate, che si vedono dalla frazione Ciuvin di Castiglione Tinella!

 

 

 

Col fascino della visione tra di noi, gruppetto di amici già giunti ieri nel tardo pomeriggio all’agriturismo “Ai Ciuvin”, scatta la divertente sfida di dare un nome ai paesi ed alle tante cime dell’infinita catena, dalla quale, per ragioni di vicinanza, maestoso e più visibile, a stagliarsi nel cielo blu spicca il Monviso.

 

 

 

Nel fatale pantano dei filari, con le viti che attendono più che mai che il sole asciughi il fango per dar modo ai contadini di sistemarle, emergono delicati cuscini di nontiscordardime, poverini, un po’ infangati anche loro.

 

 

Lungo la strada, perfettamente allineati in catasta, rami di alberi tagliati con le loro radici a guarnirli attirano la nostra attenzione.

 

 

Aggiriamo il versante della collina: siamo prospicienti a Castiglione Tinella con lo scenario delle cascine sparse a punteggiare gli ordinati appezzamenti di terreno, sui quali si affaccia pure Calosso.

 

 

Il nostro é un ritorno all’agriturismo “i Ciuvin”, dove già eravamo stati nell’autunno scorso. Ci saremmo dovuti venire per la festa di Carnevale, ma la pioggia a lungo caduta purtroppo ce lo aveva impedito: il parcheggio era agibile solamente per 12/13 camper e noi saremmo stati più del doppio. 

Defezioni per malanni di stagione nonché un’attesa visita da fare ai genitori lontani, stante la possibilità di fare “il ponte” con l’occasione della festa nazionale per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, fan sì che ora siamo proprio il numero di equipaggi giusti a coprire gli spazi all’asciutto. Parcheggiamo pertanto nel cortile ed altri poco sopra, dove c’è l’area sosta.

 

 

Nel pomeriggio restiamo tra i camper e, in attesa di qualche amico che ancora manca, con lo sfondo del campanile di Castiglione Tinella, ci si sfida alla petanque, donne contro uomini: “sfortuna” vuole che la tenzone sia favorevole al sesso maschile!!

 

 

La serata trascorre allegramente in compagnia, e con piacere apprezziamo l’impegno di Renato che, sempre attento alle “necessità” del gruppo, ci presenta il trofeo che ha approntato per le future gare di pinnacola.

 

 

Il sabato mattina con il sole sfavillante, a file ingrossate, passeggiamo ancora per le colline, in attesa del pranzo.

 

 

 

Se stimolo per la vista sono i panorami, il camminare ha stimolato l’appetito, per cui facciamo onore agli ottimi manicaretti della signora Mimma che gestisce col marito Luciano l’agriturismo. Questa volta si è fatta eccezione al solito cliché della cena in favore del pranzo.

 

 

Tra l’altro, durante il pranzo accadono due coccole più rimarchevoli delle altre …..

La prima è a mio esclusivo appannaggio: un dono molto gradito che ricevo da Laura e Silvio per il mio compleanno, caduto ad inizio marzo. Una maglia col logo di “Raggi di giggiole”. Impegno tutto di Silvio mi dice Laura, dall’acquisto della maglia (un po’ comoda) al suo cimentarsi dapprima col computer e poi con la stampa del logo a me caro. Silvio è una di quelle persone che più la conosci, più l’apprezzi e più ti ci affezioni, così come affezionata sono a Lauretta, che conosco da molto molto tempo.

A proposito di Silvio, in fotografia copre il proprio naso con la mano a nascondere l’ampio cerotto che lo ricopre: è purtroppo reduce da una frattura procuratagli da una caduta da una scaletta …. che ha pensato bene di divaricarsi proprio mentre lui vi era issato sopra!!

 

 

Il secondo gesto carino è una sorpresa di Aldo al gruppo.

Si ricorderà, perché ne ho già scritto in occasione della nostra precedente venuta qui all’agriturismo, che Renato aveva già preparato un apprezzato trofeo per il gioco della petanque, il quale era stato però "democraticamente" trattenuto dalle signore (ma anche per cavalleresca concessione maschile) in memoria di una partita giocata e stravinta contro il sesso forte ad Hone, nel fatidico e forse non ripetibile giorno: 10-10-10. Venuto pertanto a mancare il trofeo che si voleva far girare di vittoria in vittoria, necessità era procurarsene un altro ed Aldo se ne era fatto carico silenziosamente. Ad opera completata me ne aveva fatta partecipe stupendomi, in quanto non ero a conoscenza di tale sua abilità.

Il bizzarro e simpatico personaggio un po’ anacronistico, come ebbe a definirlo lui stesso, assemblato, saldato e solamente più in attesa dell’apposizione delle bocce ai piedi (introvabili al momento in quanto Aldo intendeva estrarle da vecchi cuscinetti a sfera), lo vidi in fotografia, allegato ad una sua mail. Vederlo ed appellarlo "Lo spettinato", forse per il suo copricapo a forma di similcorona, fu un tutt'uno. Con tale nome rimastogli appiccicato è stato presentato appunto a pranzo. E …. aveva regolarmente le bocce accanto come progettato dal suo costruttore: a quanto pare nei dintorni di Brescia ci sono ancora meccanici che tengono nelle loro botteghe dei cuscinetti a sfera, perché è proprio lì che Aldo li ha trovati casualmente, mentre girovagavano per le montagne come a Mariangela ed a lui piace di fare.

 

 

Il sabato pomeriggio relax, partita alle bocce tra i maschietti, una chiacchierata per noi donne sulle sdraio al sole. Poi, verso l’ora di cena,  mentre qualcuno se la conta, altri cominciano a sistemare per la premiazione, sulla lunga tavolata, i regali provenienti dai magazzini “Self” di Gardino e dalla “Via delle Indie” di Bellizia, che, come il solito, mi danno quando facciamo delle “uscite”.

 

 

Ma non finisce lì. Renato attirando l’attenzione degli astanti su di un pacchettino che tiene tra le mani decolla in un discorso forbito-ironico che allude alla disfatta subita il giorno precedente dalle signore nel gioco della petanque ed atterra in picchiata proferendo che non vorrebbe che le stesse, per tal ragione, fossero attapirate. Così dicendo allunga il fendente porgendo a me, una per tutte (anche per le assenti qui Ai Ciuvin),  il pacchettino. Lo scarto e appare …. un tapiro!  

Alle signore non tutte, per altro, in quanto alcune si erano allontanate prima della messinscena, non resta che mettersi in posa per la foto di rito ed accettare la consegna “ufficiale” dell’animale, reso famoso dalla nota trasmissione televisiva.

 

 

 

 

Mentre ancora le facezie si sprecano, il cielo si oscura sulla pianura, si alza il vento, si vedono i primi lampi ed é pioggia!

Pioverà anche in serata ma noi saremo impegnati in una coda di Carnevale per cui non ci disturberà. Carnevalata ritardataria e divertente, della quale dato il periodo ormai quaresimale, non è caso di dar qui risalto. E per non dar risalto, Riccardo e Daniele i bimbi di Simona e Maurizio, che tanto volevano vestire gli abiti carnevaleschi …. dopo cena crollano dal sonno sui divanetti del loro camper, per aver tanto giocato durante la giornata. Ed ai genitori non rimane che far compagnia al loro sonno anziché raggiungerci.

 

 

Domenica mattina il sole torna puntualmente. Qualche amico ci lascia già per impegni.

Luciano dei Ciuvin, sempre cortese. Il venerdì sera ci aveva offerto dell’ottimo vino brachetto di un suo amico che ha una cantina in Costigliole d’Asti …. non ci resta che andare a far provvista.

In nove camper rimasti raggiungiamo quindi la “Cascina Marina” dove facciamo la simpatica conoscenza dell’ospitale famiglia Gozzellino. Moscato, brachetto e altri vini sono degustati alla giusta temperatura. Al contempo nasce pure l’invito per una nostra futura visita quali loro ospiti. Per intanto ci danno informazioni circa un punto dove possiamo sostare per il pranzo visto che vogliamo “abbandonarli” per fare un breve giro sulle colline.

Ci fermiamo quindi a Madonnina di Costigliole d’Asti, dove c’è il Santuario della Beata Vergine delle Grazie.

 

 

Ci fotografiamo con alle spalle Agliano d’Asti in lontananza.

 

 

I camper sfilano seminascosti dagli alberi ancora spogli.

 

 

Una nuvola dispettosa ricopre parte del panorama sulle viti allineate.

 

 

Ed Agliano si avvicina sempre più.

 

 

 

Sostiamo di fronte alle Terme di Agliano. La domenica però sono chiuse ci spiega il barista dove andiamo a bere un caffé, così come è chiuso il campeggio poco oltre che andiamo a curiosare per un’eventuale utilizzo il dì della festa del barbera, che certo non lascia spazio alle soste selvagge data la confusione.

Il clima è sempre piacevolmente caldo, torniamo ad assaporare il bighellonare lungo le strette stradine collinari, in un sali e scendi gradevole e spettacolare.

 

 

Ci fermiamo a Santa Margherita ed anche qui bighelloniamo un po’ qui un po’ là. Fermo l’immagine panoramica con qualcuno di noi in primo piano e …. senza di noi.

 

 

 

Il pomeriggio sta scemando, il che vuol dire che è giunta l’ora del ritorno alle nostre dimore. Baci ed abbracci sono il commiato, se pur con i cb ci faremo ancora compagnia. Salutiamo pure le belle colline che tanto hanno saziato sia la nostra vista che il nostro spirito in questi giorni.

 

Torino, 26 marzo 2011

 

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