IL TRENINO ROSSO DEL BERNINA
Tirano, St. Moritz e Livigno
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dal 29 aprile al 5 maggio 2009
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Mi nasce a metà marzo a Diano Marina, chiacchierando con un amica che abita in Valtellina, la curiosità di effettuare una gita sul Trenino Rosso del Bernina e….. ci ritroviamo in buon numero di amici a Tirano, il giovedì 30 aprile.
Mercoledì 29 aprile
Miki e io, partiamo da Torino il mercoledì 29 aprile. La prima tappa è a Cosio dove giungiamo nel tardo pomeriggio. Ci fermiamo nella piccola piazzetta alle spalle dello spaccio della Galbusera e della Liabel, che ci vedranno a fare conveniente spesa la mattina successiva (sono entrambe sul lato destro della S.S. 38).
Giovedì 30 aprile
In mattinata proseguiamo sulla Statale 38 ed a Tresenda svoltiamo sulle Alpi Retiche, salendo a Teglio, nota tra l’altro per la coltivazione del grano saraceno e la produzione del “pizzocchero”, piatto principe della gastronomia valtellinese.
A Teglio, vi si giunge in 7 chilometri di strette, ripide e panoramicissime curve, che dai 400 metri del fondovalle, portano agli 851 del paese, senza perdersi di osservare, dalla bella balconata che è la salita, la valle sottostante con l’Adda che scorre ai piedi e le Alpi Orobiche di fronte.

Sostiamo sulla piazza del paese, sotto il campanile della parrocchiale di S. Eufemia del XV° secolo. Visitiamo la chiesa ed il piccolo borgo antico con la tetra curiosità di una casa prigione, in spessa pietra, dove venivano (ai tempi) incarcerati i condannati e dove il boia aveva l’incarico di eseguire le sentenze. Conversiamo con qualche persona del luogo, a ricordare l’inverno appena trascorso che non ha risparmiato i disagi al paese abbarbicato sulla montagna, dopo di che scendiamo a valle per raggiungere la nostra meta
TIRANO
Troviamo con facilità l’area di sosta camper (segnalata all’ingresso del paese), ben posizionata e ben tenuta. Lungimiranti sono stati gli Amministratori Comunali ad applicare un prezzo assolutamente conveniente di 5 euro al dì, compresa la luce.
La disponibilità dell’Amministrazione Comunale farà sì che, pur essendovi divieto di sosta per le roulottes all’area camper, Ida e Sergio che ci hanno raggiunto con tale guscio al seguito, siano stati sistemati in area comunale limitrofa, per farci cortesia.
All’area ci sono già alcuni nostri amici ad accoglierci, che ci hanno preceduto. Gli altri arriveranno in serata.

Nel dopo pranzo, in bicicletta, con l’amica di Tirano (che mi ha agevolato l’organizzazione dell’uscita) con Miki e Marcello, andiamo in avanscoperta della città, a controllare quanto avevo predisposto telefonicamente per il soggiorno.
In serata è un piacere riunirci tra i camper a sviluppare il programma dei giorni a venire. Debbo dire, che sono grata agli amici del gruppo, perché ognuno aveva già preso su di se “compiti” non assegnati, ma recepiti a seconda delle proprie attitudini…. esattamente come il sottotitolo del Sito, che sto approntando, recita: “un pizzico di ognuno per donarlo a qualcuno”.
E così, tanto per cominciare, Enrico distribuisce a tutti i partecipanti, un plico di notizie, ricercate con cura su internet, riguardanti il luogo in cui siamo e quelli dove andremo in questi giorni.
Venerdì 1°maggio
Alle ore 10,00 puntualmente ci ritroviamo alla Distilleria Schienatti, dove il simpatico Simone, che avevo già conosciuto telefonicamente e di presenza il giorno precedente, ci riceve con la sua allegria coinvolgente e trascinatrice, raccontandoci tutto e di più sulla confezione delle loro grappe e liquori, dalla pulitura della frutta, alle varie fasi dei procedimenti fino all’imbottigliamento. E, per finire, alla fatidica generosa degustazione dei prodotti, comprese perfino le caramelle ripiene (in prototipo) che andranno a breve in produzione.

Con gli immancabili acquisti (scontati) che ognuno regge nelle borse, ci avviamo in visita alla città, un pochino ebbri per l’aroma che il nostro olfatto ha “bevuto” e…. per quanto effettivamente ingurgitato.
Tirano è posta ad un altitudine di 441 metri ed è stesa sulle due rive dell’Adda dove la Val Poschiavina confluisce nella Valtellina. E’ da ricordare che qui nel 1620 si propagò la rivolta contro il governo dei Grigioni, che insanguinò la valle opponendo cattolici e riformati: il cosiddetto “sacro macello”.
Infiliamo il centro senza trascurare la Parrochiale San Martino del xv° secolo, col campanile a bifore e trifore ed il portale ogivale, il palazzo Quadrio Curzio con la loggia settecentesca ed il palazzo Salis, con le due torri a fiancheggiarlo.

Ci fotografiamo in gruppo prima di fermarci all’adiacente pasticceria, per acquistare goloserie del luogo e ritornare all’area per pranzare in lunga tavolata, al caldo sole.
Nel pomeriggio una biciclettata quasi tuta in ciclabile ci condurrà tra i prati e lungo l’Adda, fino a Tresenda e ritorno, in 25 chilometri, che nessuno, stranamente, troverà faticosi. Raccoglieremo pure l’erbetta (il cui nome mi sovviene solamente in piemontese) per una gustosa frittata
Dopo cena ci attende una sfida a pinnacola nei camper. Giuliano, si prende cura del tutto e, fintamente severo, ci distribuisce il “ferreo” regolamento, dandoci tempi e modalità. Terminato il primo turno, rapido sorteggio e si torna all’opera per il secondo e, incredibile, vinco la disfida!
Sabato 2 maggio
Stamane un gruppo di noi è andato a Bormio, Miki ed io staremo in città, a colmare le lacune del giorno precedente completandone la visita, con altre persone che così hanno deciso. Non trascureremo di fare acquisti per la gita di domani a St. Motitz: abbiamo infatti, all’unanimità, deciso, stante le ottime previsioni del tempo, di pranzare al sacco, sulle rive del Lago di S. Moritz.
Iniziamo la nostra passeggiata dal Santuario della Madonna di Tirano, che dista circa 500 metri dall’area di sosta.

L’edificio che già appare provenendo dalla SS.38 é imponente e rinascimentale col suo campanile a trifore iniziato nel 1505 e concluso con la cupola nel 1584. Al suo interno ha tre navate decorate a stucchi ed è stracolmo di arredi: l’organo brilla per la sua imponenza. Purtroppo è la seconda volta che entro in questo Santuario ed anche ora, parte di esso, è ricoperto dai “veli verdi” del restauro!! Sarà ottima scusa per tornare ancora in una cittadina cordiale, per come si pone nei confronti dell’ospite e per come profuma di vacanza.
Il dopo pranzo ci vede sulle sdraio poste nel verde a prendere il sole e conversare, in attesa venga l’ora del richiamo di Sergio per la partita alla petanque.
Sergio è organizzatissimo con tanto di tabelle stampate e foglietti regolamentari che ci distribuisce. Mancando Guglielmo che organizza sempre la petanque, gli avevo lanciato un “ci sarebbe da organizzare la partita” e lui si è attivato…. alla grande.
Ida e Sergio “ci ospitano” a giocare nell’ampio terreno dove il Comune li ospita con la loro roulotte.
una parte del gruppo impegnato nel gioco………..
Anche oggi la palma del vincitore tocca ad una donna: Giovanna vince il primo premio!
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Tutti pronti? Si va a cena al ristorante “I Portici”, il miglior ristorante della città! Ospitalissimo il suo proprietario che ci fa cenare alla Valtellinese, in una sala a noi riservata ed ad un prezzo, a sorpresa (scrittomi sul menù), ancor minore di quello trattato!! Inutile dire che l’allegra brigata, trascorre la serata a far progetti di gite future…. non risparmiandosi frizzi e lazzi.
Domenica 3 maggio
Domani alle ore 8,45 ci troviamo, si era detto ieri sera…… e tutti sono puntuali stamane.
Si parte per l’escursione sul Trenino Rosso del Bernina della Ferrovia Retica, che ci condurrà a S. Moritz (tutte le notizie in materia si trovano digitando su Google “Trenino del Bernina”).
Per le comitive il prezzo del biglietto è di fr.svizzeri 40,60 a persona. Col cambio del giorno abbiamo pagato €. 27,50 (contro i €.39,00 del singolo).
Il Trenino Rosso del Bernina Express, la tratta ferroviaria più alta delle Alpi ci attende…. il fascino delle Alpi, pure.
Una carrozza è prenotata per noi: non mi era ancora accaduto di vedere un cartello coi miei cognomi appesi ad un vagone ferroviario!!

Prendiamo posto ed inizia l’avventura del viaggio che ci vede come ragazzini in gita, colmi d’entusiasmo per le panoramiche vedute che, da primaverili, a mano, a mano che il trenino arranca verso il Passo del Bernina a 2253 mt., divengono sempre più invernali, per come siamo immersi in oltre due metri di neve.
Patrimonio dell’UNESCO, la linea del Bernina Express, è unico nel suo genere, e l’emozione direi proprio, non ha lasciato nessuno di noi, per tutti i 60 chilometri di percorrenza.

Da Tirano la tratta ferroviaria, passa per la Valposchiavo. La prima scoperta è il famoso viadotto elicoidale di Brusio, dove pare, del treno, si tocchi la coda; poi il Lago di Poschiavo, immerso nel verde in splendida veduta, che fa abbassare i vetri per fotografarlo da vicino, poi, sempre più lontano e sempre ancora visibile.
E… la neve appare col Lago Bianco, col Passo del Bernina ed appaiono i “4000”, i ghiacciai delle Alpi: imponenti e maestosi.

Il trenino arranca lento e menomale, così i panorami sono più godibili. Ci sporgiamo dai finestrini per vederne… la coda e la testa, immerse nella neve: un minuscolo giocattolo nella bianca vastità innevata!

Dopo il Passo inizia la discesa tra tunnel elicoidali, viadotti e percorsi a serpentina che invitano ad immortalare, ancora ed ancora, la grandiosa opera di ingegneria che è la tratta ferroviaria, oltre che i panorami e le tante stazioncine, dei vari paesi, che attraversiamo. Ed i più di noi scendono dal treno…. con le batterie delle macchine fotografiche già scariche!!
Il Rosso Trenino si arresta dopo 2 ore e 45 minuti: alle 12,07 siamo a St. Moritz, mt. 1856. Centro di soggiorno estivo e sport invernali, tra i più famosi d’Europa. Ai suoi piedi si stende il lago omonimo formato dal fiume Inn.
Concorrono alla fortuna di S. Moritz, la cui vocazione turistica data fine ‘800 in concomitanza col potenziamento della Ferrovia Retica (a cavallo tra ‘800 e ‘900), la bellezza del paesaggio, la chiostra dei monti con le tante piste da sci e, non ultime, le terme. St. Moritz che ha una struttura alberghiera di altissimo livello ed è affollata soprattutto durante la stagione sciistica, è divenuta presto centro e meta, soprattutto, del ceto sociale abbiente.
Seguiamo un itinerario che conduce al suo centro, partendo dalla stazione ferroviaria. Percorriamo un tratto di lungo lago, dove, sulle sue rive, vista l’ora, decidiamo, innanzitutto, di trovare una sistemazione per il picnic.

Poi, prese le ascensori e le scale mobili, collocate in vicinanza, c’introduciamo al centro, imbattendoci nel Palace Hotel, dalle guglie verdi e la struttura di una fortezza, dove ci dicono sia stato girato il film “Notte di Natale 1991”.

Una sfilza di negozi dalle firme più prestigiose fanno corona alla strada che sale fino alla piazza del Municipio che, in seguito, da via Maistra, diviene pedonale. Sulla piazza è la Fontana di San Maurizio, del 1910, il legionario divenuto santo e protettore della città.
Entriamo nella disadorna chiesa protestante che ha, a fianco, un campanile sormontato da un gallo dorato. Saliamo ancora fino alla Torre Campanaria pendente, la cui chiesa è stata abbattuta (per il rischio che correva di essere colpita dalla Torre stessa), passando per il prestigioso “Kulm Hotel”…. il cui prezzo per un soggiorno c’incuriosirebbe pure sapere, visto che le guide stimolano tale curiosità.
Discendiamo nuovamente al lago e siamo tutti concordi che ci aggrada di più la vista del lago con le montagne a guardarlo…. che guardare il centro cittadino. E, se prima sulle sue rive abbiamo pranzato, ora riposiamo assaporando i raggi del sole, tranquillamente, aspettando l’ora del ritorno.
Vengono le 15,45, siamo nuovamente sul Trenino Rosso del Bernina: gli sguardi non abbandonano lo scenario che scorre lento, prima in salita e poi in ripida discesa, ma il vagone è meno chiassoso dell’andata….. qualche palpebra tende a chiudersi.
Giungiamo alle 18,20 alla stazione, Ida che me lo aveva già suggerito sul treno, mi ricorda di asportare il cartello di prenotazione applicato al vagone, in ricordo della prima uscita all’insegna di “Raggi di Giggiole”, che nel frattempo è stato sostituito con altro per il ritorno. E scopriamo che…. per fortuna si sono accorti che eravamo diretti a Tirano e non Poschiavo !!

Chi deve ritornare al lavoro, dopo cena prende la strada verso le proprie case, gli altri restano a conversare sotto le stelle: il clima lo consente e la serata termina con i giochi di prestigio di Mario, che, se pur incalzato….. non ce li spiega!!
Lunedì 4 maggio
Il tempo oggi è meno favorevole, ognuno parte per le proprie mete già destinate, qualcuno rimane per una gita in bicicletta, noi, con altri camper, dirigiamo verso Livigno: circa 75 chilometri ci dividono.
Superata Bormio, siamo in Val Viola, saliamo, al passo del Foscagno e di Eira: siamo immersi, ancora, come ieri, nella neve, la temperatura però non è paragonabile: quattro sono solamente i gradi che segna il termometro ed in giornata non supereremo gli otto.
La strada comincia a scendere e, distesa longitudinalmente nella valle, appare Livigno, famosa stazione di villeggiatura e sport invernali, sempre bella per come è stata costruita e per com’è circondata dalle montagne, col torrente Spol, affluente dell’Inn, ad attraversarla. Ogni volta è prassi fermarsi per guardare giù e fotografarla.
Andiamo a fermarci di fronte agli impianti di risalita, al di qua del fiume (a costo zero).
Ci vestiamo, come il clima richiede, ed andiamo a passeggiare …. per negozi, incautamente dimenticando l’ombrello, che servirebbe, in quanto una leggera tormenta ad un certo punto prende a calare e lo farà più volte durante il giorno, alternandosi al sole.
Livigno già mi piace e mi piace ancor più oggi, perché ho l’occasione di vederla deserta come non l’avevo mai vista. Alla combriccola coglie di fare un paragone tra la stazione sciistica di ieri e quella di oggi: votiamo tutti per quest’ultima.
Avevamo deciso di pernottare a Livigno, il clima ci fa preferire il ritorno a Tirano, dove il clima è più favorevole.
Entrando in zona franca, alla dogana avevo preso le “istruzioni per l’uso” per sapere chiaramente che cosa è possibile asportare o meno. Passando la dogana, nel tardo pomeriggio, benediremo di esserci condotti a “norma di regola” negli acquisti, perché, se hanno lasciato passare noi, che eravamo i primi della fila, a campione ne hanno fermati altri, il camper di Franca e Marcello, che era ultimo, è stato controllato a fondo. Mentre, noi tutti, fermi un poco più sotto, al cb commentavamo disinvoltamente, “sgridati” da Gianni…. in inutile tentativo di richiamarci all’ordine, in quanto anche Laura, accanto a lui, collaborava all’indisciplina!!
L’area di sosta a Tirano è, tristemente, deserta ormai conta solo più otto camper, sufficienti però perché i loro proprietari, la sera, commentino la giornata, scambiandosi informazioni e parlino di viaggi passati e futuri, ed, ancora una volta, si dicano quanto è stato piacevole il soggiorno trascorso insieme.
Martedì 5 maggio
Un saluto coi rimasti e, col sole splendente, cielo terso di nubi e clima dolce, che mi fa rimpiangere di non aver calcolato di prendermi qualche giorno in più di vacanza, per proseguire verso altri lidi, abbandoniamo la Valtellina per Torino.
Chilometri totali percorsi 788.
Torino, 11 maggio 2009