BABBO NATALE: MERAVIGLIA IN CUI “CREDERE”
Rieccoci! I mesi sono volati e siamo già nuovamente in prossimità del Natale. La festa per antonomasia, quella che per tradizione unisce le famiglie, ma soprattutto, da sempre, la festa dei bambini.
Fate, maghi, principi azzurri e ovviamente Babbo Natale, sono la serie di personaggi perfetti a cui i bambini si ispirano allorché pensano ad eroi buoni.
Babbo Natale è la meraviglia in cui credere in questo periodo dell’anno, una delle certezze tra le più incrollabili della prima infanzia. Possiamo dirci di non aver creduto in Babbo Natale? Certo che no! Ed in lui, come noi e chi prima di noi, “credono” i bimbi d’oggi. E’ così bello “crederci” che mi disturba profondamente, quando sento degli adulti disincantati dire che, in tal nodo, si vogliono dare inutili illusioni ai bambini. Un bimbo nel profondo del suo cuore continuerebbe ad esserne persuaso e continuerebbe a sognare il mitico, munifico, vecchietto vestito di rosso, con la lunga barba bianca, portatore di gioia.
E’ sempre incantevole il gioco fantastico e segreto che i genitori orchestrano attorno alla figura di Babbo Natale. Essi raccontano del volo nei cieli del mondo, della sua slitta al traino delle renne, colma di doni costruiti, appositamente, per loro, da Lui stesso, nella sua fucina aiutato dagli gnomi, che, in prossimità della festività, straripa di giocattoli pronti per essere distribuiti.
Al Nord, nel Grande Nord per intenderci, la sera della vigilia di Natale i bambini, stimolati dalla fantastica illusione, usano mettere fuori dalla porta di casa una ciotola di latte per le renne che ritrovano la mattina successiva….regolarmente prosciugata!!
La storia di Babbo Natale nasce nel ‘300 in Turchia, con San Nicola, rappresentato nelle iconografie come un vecchio dalla lunga barba bianca, abito rosso e cappello in pelliccia candida. La leggenda narra che mosso a pietà per tre giovani ragazze, poverissime e senza dote, il Santo avesse lasciato nella loro casa, passando da una finestra aperta, un sacco pieno d’oro per due sere. La terza sera il padre delle giovinette, curioso di chi potesse essere il benefattore, chiuse la finestra. San Nicola non demordendo dal suo intento, ebbe l’idea di calarsi col suo fardello attraverso il camino della casa, per far giungere comunque il suo terzo ed ultimo dono e, non trovando null’altro di meglio, inserì l’oro nelle calze delle ragazze appese ad asciugare.
Il personaggio di Babbo Natale col tempo subì un’evoluzione e cambiò anche la collocazione di provenienza. Si volle infatti la sua origine fosse nordica e, per esigenze ambientali… mutò pertanto anche il destriero di San Nicola indicato in un asinello. Per i luoghi, l’animale più ovvio e consono, non poteva che divenire la renna: emblema del Nord. La solitaria cavalcatura si moltiplicò e da una divennero ben otto, con tanto di nomi che non sto a riferire. A queste in seguito se ne aggiunse ancora un’ultima, chiamata: Radolphe.… forse la più rappresentativa, la più importante, in quanto ebbe il pregio di fungere, grazie al suo bel naso rosso e luminoso, da capo branco. E…. da allora in poi… nella notte più magica dell’anno non si può far a meno di notare la scia luminosa dell’altrettanto fatata slitta di Babbo Natale vagare danzante nei cieli…. da un luogo all’altro…da una casa all’altra….!!!
Con l’avvento della pubblicità Babbo Natale è stato sempre più strumentalizzato. La Coca Cola, nel 1931, fu la prima ad utilizzarne l’immagine ed a costruirne il look attuale.
In Inghilterra, a Londra, è stata perfino istituita una scuola per formare i: “Babbo Natale”. Di lì fuoriescono dei ministri del divertimento e dell’allegria: dei perfetti intrattenitori di bambini, insomma, dei professionisti.
Personalmente trovo alquanto grottesche le figure di uomini travestiti da Babbo Natale ciondolanti per le vie cittadine, nei supermercati ed in ogni dove in epoca natalizia. Babbo Natale non è una presenza in carne ed ossa, è astratto e dovrebbe restare immateriale. La fisicità lo riduce ad una dimensione troppo terrena e concreta che i miti ed i sogni non possono e non debbono avere, per restare tali. Il vederli, toccarli, rende difficile alimentarne l’aspetto misterioso e fantastico, la magia…. deve restare magia!
Per alimentare la fantasia dei bambini, quindi, perché non ricordare loro di inviare a Babbo Natale la famosa letterina di richiesta doni, all’indirizzo ufficiale presso la sua casa, in Finlandia, a Napapirii?
Anni fa di passaggio sulla strada verso Capo Nord, ne ho lasciata anch’io una per la mia bimba (per il vero neanche più tanto piccola!!) E….é importante la letterina giunga in tempo utile, di modo che Babbo Natale possa destreggiarsi tra le tante pretese. Nel caso in cui non gli giungesse richiesta alcuna, nessun timore: saprà comunque barcamenarsi da solo. Essendo ormai da tempo molto attento ad esaudire i desideri di tutti i bambini del mondo, Lui ha già predisposta una lista di doni in base all’età ed a questa si attiene per la scelta del regalo, per cui ad ognuno un regalo indubbiamente arriverà!!!
Amo le favole, ma…. non posso raccontarmi quella che ogni bimbo potrà “permettersi” di ricevere un dono! E’ terribile ricordare come alcuni, neppure hanno la possibilità dei sogni tale e tanta è la miseria in cui vivono. Il Natale per loro è solamente un’ulteriore motivo di sofferenza della loro “differenza”. Ricordarsene e magari pensarci materialmente, può essere un buon modo per trascorrere meglio il Natale.
E per terminare in gioiosità… Tra noi adulti qualcuno è rimasto fantasioso tanto da “credere” ancora nella munificenza di Babbo Natale?
Auguro, comunque, ad ognuno di ritrovare: sotto il cuscino, l’albero, ai piedi di un camino, o dov’é l’abitudine di ognuno, un dono preparato dal profondo del cuore da qualcuno…. che provi un immenso affetto per voi.
Buon Natale.