Medioevo e Catari ad Oulx

In arcadia ego”

 

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Conferenza di Graziano Celso

del 2 luglio 2011

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        La sala consigliare del Comune di Oulx, sabato sera, grazie alla presentazione del romanzo “In arcadia ego”, dello scrittore Graziano Celso, si è calata nel Medioevo e più precisamente nell’epoca legata alle vicende che hanno coinvolto i Catari.

 

 

 Catari che hanno indubbiamente appassionato Graziano Celso, se ha deciso di dedicar loro un libro, con l’impegno di ben cinque anni di studi e ricerche, come lui stesso ha raccontato. Ricerche che lo hanno condotto a ripercorrere i loro passi fino ai luoghi in cui i fatti che si svolgono nel libro si sono consumati. Ma non era solo Celso nel suo andare, ad accompagnarlo c’era sua moglie Patrizia che lo stesso non omette di ringraziare per il fattivo aiuto e dedizione alla costruzione del libro stesso.

        Protagonista del libro è Filippo, un giovane nullafacente, rampollo di una famiglia nobile decaduta, impegnato soltanto a dilapidarne il patrimonio. Il giovane ben presto, però, muterà condotta, in quanto caso vuole venga “attratto” dal passato della sua famiglia, fino ad immergersi nel lontano 1200. Ripercorrerà quindi, ai giorni nostri, ma con gli stessi sacrifici dei suoi avi un  cammino irto di ostacoli, in un crescendo di avvincenti incontri, cruenti battaglie, scontri e rivelazioni.

        Così come ho avuto modo di dire presentandolo al pubblico, ho conosciuto lo scrittore, a mia volta, ad una presentazione del suo libro tempo fa. Ho anche sottolineato che, dopo averlo ascoltato, non avevo potuto fare a meno di acquistare la sua “creatura”, che ho letto, come suol dirsi, tutto d’un fiato proprio qui ad Oulx, in un fine settimana di inizio estate dello scorso anno.

 Ricordo che, seduta tra le peonie fiorite, ogni qualvolta sollevavo gli occhi dal libro, lo sguardo veniva calamitato dalle montagne che mi stavano di fronte. E …. l’immaginazione correva, sul filo della trama, a “vedere” il giovane Filippo procedere nascostamente tra gli impervi boschi con l’ansia e l’affanno crescente per ciò che aveva già identificato, e la preoccupazione per quanto ancora ed indubbiamente, gli si sarebbe presentato innanzi.

        Il romanzo infatti si sviluppa anche in Val di Susa per valicare le Alpi ed entrare nel vivo del territorio cataro che si trova al confine con i Pirenei.

 

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       Val di Susa che è pure “radice” di Graziano Celso essendo nato a Borgone di Susa.  

        Debbo dire che l’idea di portare Celso ad Oulx, che amo e frequento con la famiglia da decenni, e che mi piace vivere e far vivere (tant’è che in passato mi sono sbizzarrita perfino a portarci pure un paio di raduni camperistici), mi era balenata fin da che l’ho conosciuto.

Sottinteso che con Patrizia e Graziano sia nato un simpatico rapporto e che con loro avessi esternato la mia idea: sposata immantinente dai miei interlocutori. Il passo successivo è stato organizzare la conferenza con  Matteo Miotto, il preparato e cordiale responsabile dell’Ufficio del Turismo di Oulx, cosicché la serata si è trovata inserita nel calendario delle manifestazioni estive della città.

Il fine settimana scelto, purtroppo, è risultano alquanto infelice, per la  possibile previsione di strade chiuse, a causa della manifestazione del giorno successivo legata alla questione Tav, in corso proprio in queste settimane in valle, che avrebbe comportato quindi un altrettanto probabile minor afflusso di villeggianti ad Oulx!!

E’ stata pertanto piacevole sorpresa, ciò nonostante, vedere le sedie della gradinata della sala consigliare occuparsi di pubblico …. soprattutto di villeggianti.

La conferenza si è svolta tra l’interesse generale e Graziano Celso, che trovo sappia ben porsi e ben tenere la scena, ha saputo raccontare, approfondire, ampliare in modo esaustivo l’argomento programmato. Bravo anche il giornalista della “Valsusa”, Giorgio Brezzo, suo intervistatore, che gli ha fatto domande mirate ed intelligenti.

 

 

Così come lo sono state quelle giunte dal pubblico presente in sala, indubbiamente per la maggior parte ferrato in materia Catari e Medioevo in genere.

 

 

L’invito di Celso al termine della conferenza è stato quello di avvicinarsi al buffet preparato dalla moglie Patrizia, a base di dolci con ricetta medievale, approntati con le sue mani ed accompagnati da un vino “d’epoca”: l’ippocrasso.

Inutile dire che il piccolo, inaspettato, banchetto sia stato gradito dal pubblico …. mentre le vicende catare ancora aleggiavano protagoniste nei discorsi degli astanti.

Da evidenziare l’ottima ospitalità del Comune, nella persona dell’assessore al turismo Alberto Mei, il quale con elegante disponibilità, è stato attento padrone di casa non solamente in serata, ma anche nel pomeriggio consentendo la preparazione della sala consigliare alla bisogna …. compreso  il “manichino cataro”, che poco c’entra coi Catari, ma che é indubbiamente simbolo d’affetto di Patrizia a Graziano, in quanto raggruppa in esso una serie di doni, negli anni, al marito.

 

Oulx, 5 luglio 2011

 

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